Prestazione occasionale nel 2018: funzionamento

Come funzionano le prestazioni occasionali nel 2018? Quali sono i limiti che vanno rispettati? La tassazione è cambiata? Chi può usufruire delle prestazioni occasionali? L’emissione della ricevuta è obbligatoria? La dichiarazione dei redditi è obbligatoria?

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Prestazione occasionale nel 2018: funzionamento

Partiamo definendo che le Prestazioni Occasionali sono uno strumento che può essere utile a intraprendere attività professionali saltuarie e sporadiche.

Per questa ragione sono esonerati dall’apertura di partita iva.

Per attività professionali occasionali  si intende che possono raggiungere piccoli guadagni quindi senza avviare una vera e propria attività (professionale).

Spesso si pensa che la prestazione occasionale sia l’alternativa a noiosi adempimenti fiscali per avviare attività commerciali o professionali.

Tutto molto sbagliato.

Inoltre, il D.L. n. 50/2017 all’articolo 54-bis, intitolato Disciplina del Libretto Famiglia. Contratto di prestazione occasionale, introduce la nuova disciplina sul lavoro occasionale accessorio.

Facciamo un’esempio pratico.

Se sei un informatico che deve fare una consulenza occasionale, puoi utilizzare le ricevute come prestazione occasionale.

Se invece ti offri come barista occasionalmente la tua attività è assimilabile al lavoro da dipendente dovrai utilizzare il PrestO’ o il Libretto Famiglia.

Prestazione Occasionale 2017

I Vantaggi delle Prestazione occasionale:

Veniamo spesso contattati per avere chiarimenti in merito a questa tipologia di attività di lavoro autonomo sporadico da utilizzare per possibili attività online.

Facciamo due esempi per differenziare un’attività professionale saltuaria e un’attività commerciale saltuaria.

Nel caso di un lavoratore dipendente che saltuariamente esegue una riparazione del pc di un amico. In questo caso si parla di attività professionale del tutto occasionale. Ed in questo caso specifico non è necessario l’apertura della partita iva.

Nel secondo caso, se come lavoratore dipendente , la sera vendo prodotti su Ebay, si parla di attività di tipo commerciale. In questo caso specifico se si protrae nel tempo non rientra nelle prestazioni occasionali.

La definizione di Prestazione Occasionale:

Tutte le attività che sono caratterizzate dall’assenza di abitualità, continuità e coordinazione possono essere definite prestazione di lavoro autonomo occasionale occasionale (o semplicemente “prestazione occasionale“).

La disciplina riguardante le prestazioni occasionali è stata introdotta dalla Legge n. 30/2003(“legge delega al governo in materia di occupazione e mercato del lavoro“) sfociata in quella che  poi in è stata denominata “Legge Biagi” ossia il D.Lgs. n. 276/2003 (così come modificato dall’articolo 24 del D.L. n. 201/2011 c.d. “Legge Fornero“).

La normativa ha introdotto le prestazioni con la seguente caratteristica:

  • compenso da ogni committente non superiore a 5000€ lordi,
  • durata massima con lo stesso committente in un anno è di 30 giorni.

Abrogazione di questa normativa

Tale normativa è stata abrogata però a partire dal 25 giugno 2015, con il D.Lgs. 81/2015, ovvero uno dei decreti applicativi che fanno parte del cosiddetto “Jobs Act“, la legge delega per la riforma del lavoro.

Quindi le novità legislative a questo punto sono disciplina le attività svolte in maniera occasionale è quella di cui all’articolo 2222 del codice civile.

In tale articolo viene definito lavoratore che effettua una prestazione occasionale chi si obbliga a compiere, dietro compenso, un’opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio senza vincolo di subordinazione, ne potere coordinamento del committente ed in via del tutto occasionale.

Caratteristiche delle Prestazioni occasionali:

Le caratteristiche che descrivono un’attività occasionale devono rispettare dei limiti qualitativi legati all’attività svolta:

  • Mancanza di coordinamento della prestazione, che significa che non può essere svolta all’interno dell’azienda o nell’ambito del ciclo produttivo del committente,
  • Mancanza di abitualità e continuità, dove abitualità non essendo chiaramente definita dal Ministero, sarebbe opportuno fare una valutazione ad hoc caso per caso.

Quando rilasciare una ricevuto?

Il contribuente che esegue una prestazione occasionale può rilasciare una ricevuta “non fiscale”.

Gli elementi obbligatori da indicare nella ricevuta non fiscale sono:

  • Generalità del committente,
  • I propri dati personali,
  • Data e numero della ricevuta che dev’essere progressivo,
  • Corrispettivo lordo,
  • Ritenuta d’acconto del 20% pari al compenso lordo,
  • Importo netto che verrà corrisposto.

La ritenuta d’acconto sarà un’acconto sulle imposte che il committente è tenuto a trattenere e versare all’amministrazione finanziaria per conto del soggetto che presta la propria attività occasionale.

Qui inizia a diventare complicato.

Ai sensi di quanto previsto dal DPR n. 600/73, la ritenuta d’acconto è svolta nei confronti di sostituti d’imposta come:

 

  • Imprese e professionisti (che non applicano il regime forfettario);
  • Società di persone e di capitali;
  • Associazioni ed enti di ogni tipo;
  • Condomini.

Marca da bollo sulla ricevuta:

 

Trattandosi di ricevuta non fiscale andrà applicata una marca da bollo di € 2,00 per prestazioni che superano le 77,47 €.

Importante la marca da bollo deve avere data anteriore a quella della ricevuta non fiscale.

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